la dimensione parallela della seo copywriting

La dimensione parallela della SEO copywriting

Introduzione al mondo della SEO copywriting

Il web è diventato in soli 27 anni l’universo parallelo in cui le relazioni umane, di qualunque tipo esse siano, hanno trasferito una buona fetta del loro potenziale. Nonostante la sua giovane età, infatti, il web ha già incamerato e creato una serie di informazioni e opportunità  tale da aver abbracciato in gran parte – se non tutti – gli ambiti legati al mondo così come lo conosciamo.

In questo marasma di dati enciclopedici, chat relazionali, forum di condivisione, siti d’informazione e di vendita, scambi economici e tanto altro c’è bisogno, però, di una strategia per farsi notare e ottenere più visibilità e copertura possibile da parte della persona o del gruppo di persone a cui vogliamo trasmettere il nostro messaggio.

È in questo contesto che si inserisce una pratica ormai piuttosto conosciuta che aiuta a fare sentire la propria voce nel corteo: la SEO. Questa sigla sta per Search Engine Optimization, ossia Ottimizzazione per i motori di ricerca, volta a applicare delle regole precise sia alla struttura di un sito web sia ai suoi contenuti.

Nel nostro caso parleremo di SEO copywriting, ossia di scrittura di contenuti per il web che siano accattivanti e coerenti per l’utente a cui si rivolge quel dato testo e che, allo stesso tempo, contengano delle parole-chiave adatte, precedentemente ricercate tramite appositi strumenti del mestiere.

Strumenti del mestiere? Ebbene sì, data la complessità dei movimenti del web, esiste una figura professionale specifica per quest’ultimo tipo di attività molto richiesta di recente: il SEO Strategist. Nel nostro caso, però, ci occuperemo della sua figura complementare, anch’essa molto importante, ovvero quella del SEO copywriter o, più semplicemente, copy SEO.

Il copy SEO deve, innanzitutto, essere uno scrittore capace già nella redazione di testi comuni in italiano o nella lingua che si sta utilizzando per un determinato progetto. Questo vuol dire che non deve essere il prossimo Umberto Eco dal punto di vista tecnico o l’apprezzato Stefano Benni stilisticamente parlando perché a quel punto sarebbe una figura molto più rara da trovare. Semplicemente, il copy SEO deve avere una buona conoscenza delle regole grammaticali, ortografiche e sintattiche della lingua di riferimento in modo tale da non permettere a strumenti automatici, come i browser che possono attingere ai database di lingua, di penalizzarlo per distrazioni o imprecisioni.

Inoltre, come già anticipato, deve seguire determinate regole della SEO copywriting, alcune delle quali sono sintetizzate nella seguente lista:

  1. Scrivere contenuti che siano in linea con l’audience di riferimento: deve, infatti, utilizzare un tono accattivante per quello specifico gruppo target perché ogni categoria ha il suo modo di comunicare e ha i suoi gusti in fatto di cosa risulta appealing.
  2. Inserire sempre la parola-chiave principale nel titolo( chiamato H1) e almeno alcune parole-chiave secondarie nel sottotitolo (H2) per fare capire allo spider, ossia lo strumento dei motori di ricerca che analizza i siti, di che argomento si sta trattando e che questo sia coerente con il contenuto che segue. Nel caso vi siano più sezioni precedute da titoli, si può continuare la classificazione con H3, H4, H5 e così via, ma senza esagerare con l’eccessiva suddivisione a meno che la tipologia di testo non lo richieda. Non dimenticare che in media stat virtus.
  3. Riallacciandomi al punto 2, l’utente web non spende molto tempo nella lettura di contenuti online a meno che non sia davvero interessato a qualcosa o abbia già deciso di analizzare l’argomento scelto: è necessario, quindi, tenere i contenuti equilibrati, abbastanza lunghi da essere considerati come validi dal browser – circa 300/400 parole – ma non troppo da far perdere interesse al lettore.
  4. Inserire la parola-chiave principale anche nel primo paragrafo in modo da chiarire subito allo spider che l’introduzione all’argomento è coerente con il titolo.
  5. Dividere il testo in paragrafi per agevolare la lettura.
  6. Usare il grassetto per le parole-chiave, ma anche per i termini normali, che siano rilevanti a livello logico nel flusso del testo.
  7. Se appropriato all’articolo, inserire unimmagine tra il primo e il secondo paragrafo per alleggerire con una pausa grafica la pesantezza visiva di un testo scritto.
  8. Aggiungere sempre gli alt tag, i titoli descrittivi delle immagini presenti nell’articolo che completano la comprensione dell’argomento per i non-vedenti.
  9. Infine, in caso di inserimento di link nel testo, assicurarsi che il codice alfanumerico del link puro venga sostituito da un’espressione più parlante che rinvii ugualmente ad un’altra fonte ma che la accompagni con qualche informazione in più.

Ovviamente, la lista precedente è solo un’indicazione su quali tipo di attività relativi alla SEO copywriting possano aiutare un sito o un articolo a essere in linea con il regolamento di Google e altri browser ma per una strategia più efficiente ed efficace conviene sempre rivolgersi a un professionista.

 

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